venerdì 12 ottobre 2012

venerdì 10 agosto 2012

CAMMINAMENTO - Partizione 4 : il sentiero del dukkha.



Performance presso il parco fluviale di Cuneo.

Materiale : acqua, aria, fuoco e terra.

Questo progetto intitolato “CAMMINAMENTO - Partizione 4 : l’origine del Dukkha” è l’ultima tappa di un percorso che l’artista Domenico Olivero sta realizzando sulla cultura buddistica a cui si è recentemente avvicinato.

Dopo la serie di eventi realizzati negli anni scorso il percorso di riflessione dell’artista sulla cultura buddistica si conclude con questo particolare evento realizzato in uno spazio naturale.

Durante le ore serali del tramonto, l’artista realizzerà una performance in cui porterà a compimento il processo di trasformazione empatica. L’evento si realizzerà nel parco fluviale di Cuneo.

Il progetto è stato strutturato sulle quattro “Nobili Verità” della tradizione buddistica: il dukkha, l'origine del dukkha, la cessazione del Dukkha, il sentiero del dukkha.



Dati Tecnici:

Titolo: CAMMINAMENTO - Partizione 4 : l’origine del Dukkha
Artista Domenico Olivero
Organizzazione: P.H2O Arte
Luogo: parco fluviale di Cuneo.
Ingresso libero, per ogni dettaglio contattare ph2oarte@libero.it
Date: 10 Agosto 2012  dalle 18,00 alle 20,00.
e-mail:   ph2oarte@libero.it

  

sabato 19 maggio 2012

3/t(h)ree


Per l'evento "Nel giardino di Roberto" mostra in ricordo del fondatore della Fondazione Peano che si svolge dal 19 Maggio al 17 Giugno  l'artista Domenico Olivero ha realizzato l'opera : Titolo 3/t(h)ree -  Albero trino, divenire del tempo e del sapere. Recondita verità che ombreggia alla pianta del sapere, da cui l’uomo fu cacciato 










Intento dell’opera.

Per la mostra “Nel Giardino di Roberto” presso la Fondazione Peano in Corso Francia 47 a Cuneo, che si svolge dal 19 Maggio al 17 Giugno 2012, l’artista Domenico Olivero ha realizzato la scultura “3/t(h)ree” un albero trino, metafora sul divenire del tempo e del sapere. L’opera tenta di svelare recondite verità che ombreggiano alla pianta del sapere, da cui l’uomo fu cacciato.

La scultura alzata verso il cielo aspetta il tempo, inneggiando alla trasformazione e alla incurie del destino.

Posata sul verde prato il lavoro è costituito da fragile materiale deperibile; tre aste di balsa che unite da un legaccio in lana, sostengono una mela. Segnale di un progetto destinato alla lenta consumazione temporale. Destino comune ad ogni cosa terrena.

La tradizione cristiana, a cui Roberto Peano fu legato, è fonte dell’opera e nella solita forma estrema dell’artista, vuole ridiscuterne le aspettative. La condizione umana nasce, secondo questa religione, dalla cacciata dell’uomo da un luogo fantastico, nominato spesso oggi con il termine greco di “paradiso” che significa giardino, perché incautamente egli assaggiò un frutto, che forse rappresentava il sapere, una mela.  Mela che diventa così rappresentazione della conoscenza e del peccato, situazione di continua trasformazione che nel suo deperire farà germogliare altre piante, altri peccati, altri saperi.

Tre bianche ed intersecate aste sono intrecciate e pure come sono le figure di questo culto religioso: Dio, Gesù e lo Spirito Santo. Nel passere del tempo in questo intimo giardino della Fondazione verranno trasformate dagli agenti atmosferici che ne muteranno aspetto e funzione, come la storia di questa religione nel suo evolversi è mutata.

Per un simpatico gioco di lettere è stato scelto il titolo in lingua inglese, descrizione reale dell’opera stessa.

Testo a cura di Ornella Calvetti.





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lunedì 14 maggio 2012

14/05/12 Pocket Zurich



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Nuova tappa a Zurigo del progetto artistico Pocket, lo scorso 14 Maggio 2012

Web site http://pocketartproject.blogspot.com/

mercoledì 1 febbraio 2012

01/02 – 18/02/12 “Lidapofaf” sculpture installation in the / intervento scultoreo presso il Palazzo Comunale a Cuneo. Curato da Marina Perlo. (Personale).




Presso l’atrio del Salone d’Onore posto al primo piano del Palazzo Comunale di Cuneo sarà esposta l’installazione “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro” opera dell’artista Domenico Olivero.

Il lavoro proposto è un gruppo di sculture in differenti materiali, un assemblaggio multi materico dai forti contrasti cromatici. Tre elementi scultorei che narrano del flusso della vita; percezioni materiche dell’emozionarsi al vivere.

Il progetto tratta il tema dell’immanenza, di quell’insieme di percezioni che l’uomo riordina nel suo percorso temporale, trasformandoli in un universo di senso e ordine. Si attiva così, fra l’opera e il fruitore, un dialogo fra ordine e disordine, fra senso e dubbi, fra chiaro e scuro.

Il tentativo di affrontare il tempo, le sue supposte divisioni, la sua misura, che potrebbero essere interpretate come le tre fasi del flusso della vita umana: il passato, il presente e il futuro. Ma forse anche liberi pensieri metafisici.



Testo a cura di Marina Perlo

Sono molte le sensazioni che lentamente attraversano il vivere umano, a volte inaspettate, a volte sperate, a volte incomprese.

Avviandosi nel cammino dell’esistere avvengono incontri casuali, sguardi distratti, attenzioni fortuite. Tutto si compie per un’inarrestabile casualità che l’uomo riordina in supposte correlazioni, che poco anno di naturale.

Su queste dinamiche è l’opera: “Lasciando il domani al presente o forse al futuro”, creata da Domenico Olivero, posta nello storico Palazzo Comunale della città di Cuneo al piano nobile accanto al Salone d’Onore.

Il lavoro artistico è ubicato in questa zona di passaggio, aperta al dialogo e alle possibili interazioni, consce o supposte.

Fra il passante, l’opera e lo spazio circostante, il fato appronta idee, pensieri, nulla.

L’installazione è costituita da tre particolari sculture dai forti colori e da diversi materiali, che compongono un lavoro unico.

Idealmente potrebbero essere il passato, il presente e il futuro, correlati in un assemblaggio che nelle forme ideate sviluppano possibili riflessioni temporali e spirituali.

Ma l’artista preferisce non ordinare troppo queste idee per non ricadere nell’errore del “sapere” ma lasciandosi allo stupore o forse all’immanenza.

L’evento avrà corso dall’1 al 18 Febbraio 2012, al primo piano nel foyer del Salone d’Onore presso il Palazzo Comunale di Cuneo. L’evento è organizzato col Patrocinio del Comune di Cuneo e col supporto di collezionisti privati.




Artista : Domenico Olivero
Titolo opera: “Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro”
Curatore: Marina Perla
Periodo di esposizione: 1-18 Febbraio 2012.
Vernissage: 31 Gennaio 2012 ore 17,00
Luogo: Foyer – Primo piano - Palazzo Comunale
Indirizzo: Via Roma 28 12100 Cuneo
Orario: dal Lunedì al Venerdì dalle 9,00 alle 17,00.
Ingresso libero
Sito web http://lidapofaf.blogspot.com/
Contatti: ph2oarte@libero.it




English


“Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro (Lidapofaf – letting tomorrow go today while thinking of the future)

There are many feelings that slowly cross human life, sometimes unexpected, sometimes hopeful, sometimes misunderstood.

Starting on the existential path, a combination of casual encounters that occur, unseeing, accidental attractions ...

The events are free flowing, but man re-orders them in an unnatural way.

Here are some of the thoughts that inspired the work: " Lidapofaf ", created by Domenico Olivero.

The artwork is located in the historic Town Hall of Cuneo on the first floor next to the Hall of Honor.

The artwork is located in this transit area and invites an unspoken dialogue and interaction, conscious or supposition.

As you pass the work and the surrounding space, thoughts are born.

The installation consists of three strongly coloured sculptures, that form a unique work.

Ideally it could be past, present and future, fused into an assembly designed to evoke temporal and spiritual reflections.

But the artist prefers not to define too precisely these ideas so as not to fall into the trap of "knowledge", but leaving wonder and perhaps immanence to happen.

The event will run from 1 to 18 February, 2012, on the first floor in the foyer of the Hall of Honor in the Cuneo Town Hall.

This event has been organized with the patronage/support of the Municipality of Cuneo.

Event information:
Title exhibition: " Lidapofaf - Lasciando il domani al presente o forse al futuro. (Letting tomorrow go today while thinking of the future).
Artist: Domenico Olivero.
Curator: Marina Perla
Location: Town Hall of Cuneo
Address: Via Roma 28 12100 Cuneo Italy
Opening hours: 1 to 18 February 2012, 09,00 to 05,00 am, free admission.
Website: http://lidapofaf.blogspot.com/
e-mail: ph2oarte@libero.it




Esposizione / exhibition

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    Sono molte le sensazioni che lentamente attraversano il vivere umano, a volte inaspettate, a volte sperate, a volte incomprese.  Avviandosi nel cammino dell’esistere avvengono incontri casuali, sguardi distratti, attenzioni fortuite. Tutto si compie per un’inarrestabile casualità che l’uomo riordina in supposte correlazioni, che poco hanno di naturale.   Su queste dinamiche è l’opera: “Lasciando il domani al presente o forse al futuro”, creata da Domenico Olivero, posta nello storico Palazzo Comunale della città di Cuneo al piano nobile accanto al Salone d’Onore.    Il lavoro artistico è ubicato in questa zona di passaggio, aperta al dialogo e alle possibili interazioni, consce o supposte.   Fra il passante, l’opera e lo spazio circostante, il fato appronta idee, pensieri, nulla.

Idealmente la struttura è composta da tre parti che potrebbero essere il passato, il presente e il futuro, correlati in un assemblaggio che nelle forme ideate sviluppano possibili riflessioni temporali e spirituali.   Ma l’artista preferisce non ordinare troppo queste idee per non ricadere nell’errore del “sapere” ma lasciandosi allo stupore o forse all’immanenza. 





    There are many feelings that slowly cross human life, sometimes unexpected, sometimes hopeful, sometimes misunderstood.
Starting on the existential path, a combination of casual encounters that occur, unseeing, accidental attractions ...

The events are free flowing, but man re-orders them in an unnatural way.  Here are some of the thoughts that inspired the work: " Lidapofaf ", created by Domenico Olivero.

The artwork is located in this transit area and invites an unspoken dialogue and interaction, conscious or supposition.  As you pass the work and the surrounding space, thoughts are born.

The installation consists of three strongly coloured sculptures, that form a unique work.

Ideally it could be past, present and future, fused into an assembly designed to evoke temporal and spiritual reflections.  But the artist prefers not to define too precisely these ideas so as not to fall into the trap of "knowledge", but leaving wonder and perhaps immanence to happen.













12/02/2012

Nonostante l’intensa morsa di freddo e di neve, che attanagliava la città nella serata di Martedì 31 Gennaio, si è svolta l’inaugurazione della mostra “Lidapofaf” presso il foyer del Salone d’Onore del Municipio di Cuneo, che ha visto la presenza di un piccolo ma motivato gruppo di appassionati di arte contemporanea. Tra le tante presenze cui alcuni artisti e critici, amici dell’artista, che hanno animato la serata del vernissage.

Consensi molto positivi per la nuova scultura dell’artista Domenico Olivero, che sviluppando il suo percorso creativo sulla tematiche dell’”esistere” avviata l’anno scorso presso la galleria La Luna di Borgo San Dalmazzo, presenta qui una scultura in un contemporaneo assemblaggio estetico.

Su un ripiano di giornali, metafora del passato registrato e riletto, un gruppo di pannelli in legno dai forti colori è intersecato da una parete opalescente su cui l’artista è intervenuto con un gesto pittorico forte e nuovo per il suo cammino espressivo. Quest’ opera, che miscela differenti tecniche artistiche, presenta la personale percezioni dell’essere parte di un grande contesto in una cultura articolata e multi-etnica, in cui l’individualità è disorientata. Solo attraverso il gioco di luce si svela però il meccanismo di correlazioni fra le diverse parti, nei giochi di riflessi, che porta l’opera alla sua piacevolezza dello sguardo e ad una visione propositiva dell’incontro e del confronto. 

L'artista ha dichiarato "si tratta di una piccola e semplice scultura, il lavoro è uno sviluppo sull'immanenza nato l'anno scorso con Candido di Voltaire, che ora si sposta in una declinazione particolare, ho voluto fortemente che fosse nel municipio di Cuneo che una volta era un Collegio di Gesuiti, il realtà l'opera è volutamente minimale ma forte come critica ad una certa mentalità stantia, ma penso che pochi ne leggano fra le righe il senso, che si riferisce a temi nati da sant'Agostino e sviluppato da Pascal... "