Testo di Fulvia Giacosa 2004

AKTIONEN di Domenico Olivero, un omaggio a Joseph Beuys.

Proseguono alla libreria Janus di piazza Europa in Cuneo gli incontri tra libri e arte di cui abbiamo già avuto modo di parlare in precedenti occasioni.

E’ la volta di Domenico Olivero che stuzzica l’avventore con una serie di annotazioni su uno dei massimi protagonisti della cultura del Novecento, il tedesco Joseph Beuys (1921-1987).

All’interno del panorama concettuale degli anni settanta, le opere di Beuys, sorta di sciamano contemporaneo che ha individuato nell’arte il mezzo salvifico dell’individuo e della collettività, sono per lo più residuo muto di performances, forma espressiva che egli aveva coltivato nelle sue frequentazioni del gruppo Fluxus.

Di lui Olivero richiama e reinterpreta, in formato “mignon”, alcune operazioni artistiche assai note, a cominciare dal multiplo fotografico “La rivoluzione siamo noi” realizzato nel 1972, accompagnandole con piccoli pannelli argentei che recano in sottile risalto parole-chiave e giocano col senso originario, proponendo una lettura contemporanea che pone domande più che dare risposte; di lui riporta anche una sequenza di affermazioni, scritte al contrario e quindi leggibili con l’ausilio di specchietti messi a disposizione del pubblico sugli scaffali, forse per ribadire concretamente la filiera etimologica della “ri-flessione” e della “speculazione”.

L’omaggio che Olivero porge con sottile ironia a Beuys trova giustificazione innanzi tutto nell’interesse che il giovane cuneese coltiva per l’aspetto ontologico dell’arte.

Le sue operazioni mirano a istituire un dialogo con il fruitore sul ruolo degli operatori artistici nella realtà odierna; per questo non c’è cesura tra l’azione, piccola o grande installazione che sia, e la parola: la parola entra da protagonista nell’azione artistica - che comprende l’intervento diretto dello spettatore sollecitato a rispondere ad alcuni quesiti - e quest’ultima prosegue oltre se stessa in incontri e discussioni. Infatti Olivero invita al confronto di idee in due appuntamenti in libreria, il 10 e il 17 novembre, alle ore 18,30.


In attesa di tali incontri, vale la pena ricordare alcune osservazioni di Beuys, che risalgono al lontano 1969 ma risultano di grande attualità, e che Domenico Olivero probabilmente sottoscriverebbe volentieri:

Essere un artista oggi vuol dire mettere in questione la natura dell’arte… L’arte vive influenzando altra arte, non esiste come residuo fisico delle idee di un artista. La ragione in base alla quale diversi artisti del passato vengono nuovamente ‛riportati in vita’ è che qualche aspetto del loro lavoro diviene ‛utilizzabile’ da parte degli artisti viventi. Mi sembra che l’essenza di una ‛verità’ su cosa sia l’arte non venga pienamente compresa.”.

La mostra è visitabile sino al 20 novembre, nell’orario di apertura della libreria Janus


Note 

- La rivoluzione siamo noi, 1972, multiplo fotografico
- Lavagna di Pescara, 1974: lavagne con residui di lezioni e conferenze intese come performances
- I like America and America likes me (1974), New York (si fa chiudere in una gabbia con un coyote per giorni protetto solo da un panno di feltro e munito di un bastone
- Documenta 7, 1982: fa portare 7000 pietre di basalto davanti al museo, a ciascune delle quali è legato il destino di una piccola quercia: chiunque avesse adottato una di quelle pietre avrebbe finanziato l’impianto di una quercia in città o nel territorio vicino (tutte piantate)

Arte è una proposizione analitica e non sintetica (Kant); ribaltando Hegel, essa viene dopo la filosofia e la religione come tappa più alta nell’espressione del pensiero.

Qual è la funzione dell’arte? … Le opere d’arte sono proposizioni analitiche. Vale a dire, viste dentro il loro contesto – in quanto arte – non forniscono informazioni d’alcun genere su dati concreti. Un’opera d’arte è una tautologia in quanto è una presentazione dell’intenzione dell’artista. …Qui si basa, secondo me, la vitalità dell’arte. …Mentre le altre discipline sono utili, l’arte non lo è. L’arte, invero, esiste per se stessa.

(1979-80) “ prima della domanda: COSA POSSIAMO FARE? Deve essere posta la domanda: COME DOBBIAMO PENSARE?... Cominciamo con il RIPIEGAMENTO SU SE STESSI.


Vedi Lucrezia De Domizio Durini, Il cappello di feltro, ed. Carte Segrete, Roma, 1991



Fulvia Giacosa ( articolo realizzato per il settimanale La Masca di Cuneo)

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