Diario - 11/07/2015



Poche settimane fa sono stato all’inaugurazione della Biennale di Venezia, uno degli eventi più significativi per un artista, punto di arrivo o trampolino di lancio per una carriera.

L’evento è sempre molto emozionante per la vastità di proposte che crea un confronto impossibile altrove. In pochi giorni vengono presentate decine di mostre, tutte diverse fra loro per tipologia, tecnica e curatele.

Questo stordimento avrebbe bisogno di settimane di assimilazione, ma il tempo è sempre poco per cui anche i dieci giorni che ho speso non sono bastati a poter vedere tutto e poterne fruire al meglio.

Ma ci si accontenta e si rimane affascinati dai tantissimi progetti, per la qualità delle opere e la bellezza dei temi trattati, ci sono anche alcuni aspetti negativi ma insignificanti alla fruizione dei lavori.

Come artista sono sempre molto conquistato dalla capacità di elaborazione delle opere rispetto ai temi proposti. 
Come certe opere prendono forma da percorsi inaspettati, come è successo con i lavori di Jimmie Durham alla Querini Stampalia, le opere di James Becket nel padiglione del Belgio o in quello nuovo di zecca dell’Australia con la vastità di Fiona Hall.

Sicuramente non perdetevi la mostra al Correr sull'arte tedesca fra le due guerre.

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