Diario - 25/04/2016




Spesso mi interrogo sul significato attuale del termine “arte”; nell’antichità erano sette attività culturali, ma allora le cose che si muovono in ambito visivo non esistevano ancora in modo così significativo.

Il Rinascimento porta in dote la elevazioni delle attività quali pittura e scultura e nell’ottocento cresce l’idea del sublime, si lega la spiritualità e il misticismo allo stato emotivo.

La nascita del mercato dell’arte è stata molto importante per la riconoscibilità e diffusione delle arti visive, anche se spesso tende a spingere situazioni non sempre cristalline.

Ancora ora si usa quel termine pensandolo all’idea antica di opera d’arte, cioè opera di esempio, “capo lavoro”.

Oggi pare che tutto possa essere arte, per cui alla fine si ha una sensazione di gran nulla.

La comparsa e la grande diffusione dei nuovi supporti visivi, tv, cellulari, pc, 3d, sta cambiando anche il luogo del fare e fruire dell’ immaginifico.


Sicuramente sarà la storia a farci capire se ci sarà ancora cultura e valore storico per questa pratica o se lentamente si scivolerà verso un uso oggettuale e consumistico di questo settore creativo. 

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