Testo di Luca Arnaudo 2004

..tra i giovani artisti presenti sulla scena cuneese, è certo che Domenico Olivero pare essere il più attivo, tanto nell'organizzazione di occasioni cittadine per una conoscenza diretta dell'arte contemporanea, quanto nelle ricerche creative legate a questa. L'orizzonte operativo di Olivero è spiccatamente concettuale, riferito cioè a quell'arte che, per usare le parole dell'artista americano Douglas Hueber, "non ha un oggetto come residuo", e si concentra dunque sui processi di pensiero e di attività creativa, più che sul risultato di questi processi. Al tempo stesso, le performances di Olivero trovano un senso unificante in una costante riflessione sui rapporti tra arte e vita, nel tentativo di una coniugazione attiva di queste che trova un naturale riferimento ideale nell'azione dell'artista tedesco Joseph Beyus, intendendo con questo richiamare, pur con tutte le proporzioni del caso, la serietà di un discorso che si svolge secondo i principi di nuovo umanesimo che declina i valori della memoria e della partecipazione sociale quali presupposto e fine del fare artistico. Questa pare anche essere, del resto, la chiave di lettura della recente performance "C era", attraverso la quale persone diverse, amiche dell'artista, sono state coinvolte e chiamate a contribuire ad una sorta di rito artistico che nella cera delle candele accese in un vecchio "candisuar" aspira a raccogliere, attraverso una complessa simbologia, la testimonianza stessa dei legami personali e affettivi stretti tra gli attori. 

Uscito su Provincia Granda Estate 2004

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